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7 aprile 2013 - La scuola calcio in trasferta a San Siro 

I  bambini della nostra Scuola Calcio hanno trovato una sorpresa speciale nell’uovo di Pasqua: i  biglietti per assistere ad una partita di serie A e poter così condividere l’emozione di vivere il calcio allo stadio con i compagni di squadra e gli allenatori.

E così, la sera di domenica 7 aprile, un brioso e strepitante pullman, capitonato dai mister Claudio e Mario, è partito da Filago con destinazione Milano-Stadio Meazza, per assistere alla partita INTER-ATALANTA.  Anche alcuni papà si sono aggregati, per non lasciasi sfuggire l’occasione di di fare una cosa tra “maschi”.                                     

I bambini hanno varcato i tornelli dello stadio visibilmente emozionati e, colmi di entusiasmo, hanno raggiunto i posti a loro assegnati sugli spalti e collocati nel primo anello, proprio vicino alla bandierina del calcio d’angolo, a pochi passi dal campo e dai loro beniamini.

Visto il risultato finale (4-3 per l’Atalanta…) non si sono certo annoiati: hanno potuto ripetutamente gioire, applaudire e disperarsi, secondo la fede calcistica.

La mattina dopo hanno raggiunto i banchi di scuola un poco assonnati, alcuni con la voce bassa per aver troppo esultato, ma tutti con ancora forte nel cuore l’emozione di questa fantastica esperienza.

Diversi anni fa la domenica molti papà accompagnavano i loro figli allo stadio per seguire la partita della squadra del cuore. Oggi le cose sono diverse: le famiglie, prima di portare i figli allo stadio, controllano che la partita sia "tranquilla" e piuttosto che rischiare di trovarsi in mezzo ad un tafferuglio restano a casa.

Portare i bambini allo stadio dovrebbe essere invece un momento di gioia, socializzazione e aggregazione, da vivere in assoluta serenità. Purtroppo troppo spesso assistiamo a episodi di violenza, sia sugli spalti che in campo tra i giocatori. Per non parlare della maleducazione e della volgarità dilaganti sulle tribune (e non solo nelle partite di serie A, ma anche nei nostri più modesti campionati).   

Noi adulti dovremmo insegnare ai ragazzi a rispettare la tifoseria avversaria e ad incitare i loro beniamini a prescindere dal risultato del campo, per far arrivare loro il messaggio che lo sport è solidarietà, amicizia, condivisione e  competizione pulita.

 

Il futuro dei nostri ragazzi lo costruiamo noi, giorno dopo giorno.   Riflettiamoci…

 

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